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	<title>Banane Touring Club</title>
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		<title>Il migliore dei mondi possibili è su Twitter (dell&#8217;anarchia del web e dell&#8217;Imu ecc)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 09:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga Mascolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pillola del suicidio]]></category>
		<category><![CDATA[anarchia del web]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; Dopo un po&#8217; di ritardo arrivo anche io sull&#8217;anarchia del web, ma non per parlare dell&#8217;anarchia del web in sè, ma della retorica. E certo, scrivere per parlare di retorica è un atto di coraggio. Le discussioni sull&#8217;anarchia del web sono partite da un&#8217;intervista a Laura Boldrini, e sono sfociate in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/05/imgres.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-938" title="imgres" src="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/05/imgres.jpeg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo un po&#8217; di ritardo arrivo anche io sull&#8217;anarchia del web, ma non per parlare dell&#8217;anarchia del web in sè, ma della retorica. E certo, scrivere per parlare di retorica è un atto di coraggio.</p>
<p>Le discussioni sull&#8217;anarchia del web sono partite da un&#8217;intervista a Laura Boldrini, e sono sfociate in tonnellate di tweet e post che si basavano su chili e chili di aria fritta. Boldrini ha parlato di aria fritta. A ruota l&#8217;hanno seguita opinionleader, opinionisti, opiniontweetmaker e via dicendo (notate che non ho parlato di giornalisti). Perché da dire &#8220;anarchia del web&#8221; a &#8220;censura&#8221; ce ne passa: ci passano almeno 9 milioni di casi specifici, 9 milioni di analisi, 9 milioni di considerazioni (e non da bar) sui commenti, sulla democrazia del web (parliamone), sull&#8217;anonimia/ pseudonimi del web (che più o meno non esiste, si risale a tutto). E perché no? anche sulle violenze fisiche e verbali nel confronti della donna. E&#8217; vero che una parola generica come &#8220;anarchia del web&#8221; altro non poteva generare che ruote e ruote di opinioni.</p>
<p>In ogni caso: Morozov citato in tutte le salse &#8211; come se fosse l&#8217;unico teorico del web. <em>Morozov dice questo e Morozov dice quello.</em> <em>Voglio un altro pensiero di Morozov. Voglio citare Morozov come Oscar Wilde.</em> Ci sarà un momento in cui citare Morozov sarà come dire che del doman non v&#8217;è certezza, e verrà piazzato sulle lattine di coca cola. E io non vedo l&#8217;ora che arrivi questo momento, sono la prima a supportare il genio di Morozov.</p>
<p>Citiamone un altro, e parliamo di <em>slacktivism</em> (io ho letto qualche saggio di Geert Lovink a proposito). Lo slacktivism è la partecipazione sui social priva di significato, di facciata: la condivisione basata sui titoli, per dire, senza aver letto niente. Così gli altri pensano che siamo persone interessate alla politica, che supportiamo delle cause ecc. In verità no, lo diamo solo a vedere. Per me lo slacktivism è anche questa strana forma di populismo che sta impazzando sui social: la discussione facile. Anni e anni di pratica per portare la discussione fuori dai bar, e poi farla rientrare in 140 caratteri? Eh no. Non funziona così. In questo tranello (che è lo stesso tranello teso dall&#8217;IMU, io non ci voglio cadere).</p>
<p><strong>La mia filosofia è che il mezzo non è il messaggio. Il mezzo non è il messaggio quando tutti i mezzi vogliono portare lo stesso messaggio: allora non fa differenza. Non c&#8217;è differenza tra online e offline se c&#8217;è già stato il telefono di mezzo che ha cambiato tutti. La differenza è nei modi. E</strong> i<strong>l pressapochismo è pressapochismo qualunque sia il mezzo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto questo strabordare di idee mi fa pensare che si stia sempre di più allargando la forbice tra discussioni intellettuali, sempre più intellettuali, e discussioni popolari sempre più popolari. E che le une, per avvicinarsi alle altre, non sappiano fare altro che regalare sensazioni. E io non ho idea di come se ne possa uscire, ma mi sento una cosa: mi chiamo fuori dal <em>modus</em>. E me ne chiamo fuori con un certo orgoglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pensavo che dovrei essere figlia dei miei tempi, e forse dovrei adattarmi a tutta questa retorica (motivo per cui sono tenuta a una giustificazione e a un post sul mio blog, prima che sia troppo tardi). <em>Sic et simpliciter: I can&#8217;t.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>(((Tra le righe:</em> Sono andata al Festival del giornalismo e ho visto Facci lanciare cartine a Travaglio, a cena. Ho assistito a quintali di tribune politiche televisive, di discussioni su Twitter durante la campagna elettorale. Sono stata coinvolta in una discussione in cui si criticava Luca Telese per il fallimento di Pubblico a colpi di 140 caratteri (e lui si difendeva con altri 140 caratteri). Ho assistito a una campagna elettorale basata sulla&#8217;IMU, nell&#8217;irresponsabilità totale di alcuni (politici, giornalisti) che invece di spiegare un po&#8217; di (<em>ehi, sei matta</em>) FATTI per evitare l&#8217;astensione  agivano con la spada dell&#8217;endorsement (e il <em>do ut des</em>). Sono stata presidente di seggio in una piccola realtà di provincia: i giovani (quelli che non HANNO case) non sono stati a votare. E di una cosa mi sono convinta: non me ne frega proprio niente. Che ci sia Letta, nipote di Big Letta al governo, non me ne frega niente. Quasi non me ne frega nemmeno che Biancofiore sia stata messa &#8211; e poi tolta &#8211;  alle pari opportunità. Non me ne frega del governicchio. Non mi interessa niente. Non ho riposto nessuna fiducia nel PD che poi sia stata tradita dai fatti. Non mi sono fidata di nessuno, e continuerò a non farlo. Alt: ho votato. Non sono cinica, anzi. Mi chiedo solo: e adesso? Vediamo cosa succede adesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>E giù di post, di tweet, e di idee: è chiaro che questo è il migliore dei mondi possibile</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Temo, insomma, che non ci siano i presupposti per la speranza. Aspetta: vado a twittare questo post</em>))).</p>
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		<title>Lavorare il primo maggio</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 10:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga Mascolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Farsi rimbalzare]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#8220;Ciao sei a Milano?&#8221; &#8220;sì&#8221; &#8220;Vieni al mare?&#8221; &#8220;no. Ho dato la mia macchina all&#8217;Ikea&#8221; &#8220;Vieni al parco a leggere e a prendere il sole?&#8221; &#8220;no. Devo fare shopping&#8221; &#8220;Ma è tutto chiuso&#8221; &#8220;In centro no.&#8221; &#8221; Vieni almeno a fare colazione?&#8221; &#8220;No. Ho già mangiato&#8221; &#8220;ok.&#8221; &#8220;Devo ritornare a essere donna&#8221; &#8221; buon [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/05/409736_425605964174219_1415777951_n.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-929" title="409736_425605964174219_1415777951_n" src="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/05/409736_425605964174219_1415777951_n-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&#8220;Ciao sei a Milano?&#8221;</p>
<p>&#8220;sì&#8221;</p>
<p>&#8220;Vieni al mare?&#8221;</p>
<p>&#8220;no. Ho dato la mia macchina all&#8217;Ikea&#8221;</p>
<p>&#8220;Vieni al parco a leggere e a prendere il sole?&#8221;</p>
<p>&#8220;no. Devo fare shopping&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma è tutto chiuso&#8221;</p>
<p>&#8220;In centro no.&#8221;</p>
<p>&#8221; Vieni almeno a fare colazione?&#8221;</p>
<p>&#8220;No. Ho già mangiato&#8221;</p>
<p>&#8220;ok.&#8221;</p>
<p>&#8220;Devo ritornare a essere donna&#8221;</p>
<p>&#8221; buon lavoro.&#8221;</p>
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		<title>Le pagine Spotted di Facebook: non solo amore ma anche insulti razzisti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 10:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga Mascolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli pubblicati in giro]]></category>
		<category><![CDATA[6gradi]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere.it]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Le bacheche di Facebook come raccoglitori di insulti misogini e razzisti. Questo succede nelle pagine “Spotted” di Facebook, che funzionano come delle pagine fan, ma hanno un altro fine: raccogliere le segnalazioni di ciò che viene individuato in un determinato contesto – le università, la metropolitana, una tratta del treno. Infatti spotted in inglese significa “individuato”, “adocchiato”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le bacheche di Facebook come raccoglitori di insulti misogini e razzisti. Questo succede nelle pagine “Spotted” di Facebook, che funzionano come delle pagine fan, ma hanno un altro fine: raccogliere le segnalazioni di ciò che viene individuato in un determinato contesto – le università, la metropolitana, una tratta del treno. Infatti <em>spotted</em> in inglese significa “individuato”, “adocchiato”. L’utilizzo di queste pagine è per lo più dedicato al flirt tra sconosciuti, ed è largamente utilizzato in contesti universitari, nelle biblioteche, nelle aule studio.</p>
<p>Tuttavia, galeotto non è sempre  l’amore, o almeno non questa volta. <strong>Piuttosto sono le offese misogine e razziste ritrovate su alcune bacheche di Spotted inglesi a preoccupare,</strong> come riporta il <em><a name="&amp;lid=www.guardian.co.uk/education/2013/feb/04/spotted-at-university-misogyny-and-racism&amp;lpos=homearticle-box = 1__link-position = 2" href="http://www.guardian.co.uk/education/2013/feb/04/spotted-at-university-misogyny-and-racism" target="_blank"></a>Guardian</em> in un recente articolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Continua su 6gradi: http://seigradi.corriere.it/2013/04/30/le-pagine-spotted-non-solo-amore-ma-anche-insulti-razzisti/</p>
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		<item>
		<title>LOL: le fantasie d&#8217;amore liberate si trasformano in lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 09:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga Mascolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli pubblicati in giro]]></category>
		<category><![CDATA[alto contenuto erotico]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere.it]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; La sezione Desire – Desiderio – dell’ultima edizione di Transmediale, Festival di arte e cultura digitale tenutosi a Berlino lo scorso febbraio, ha indagato la mediazione digitale del desiderio sessuale, con un occhio particolare alla sessualità femminile. L’interpretazione del desiderio sessuale e la mediazione digitale portano a pensare in una visione comune e quasi intuitivamente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="528" height="374" src="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/themes/bigfeature-wordpress-theme/bigfeature/library/timthumb/timthumb.php?src=/wp-content/uploads/2013/05/image.jpeg&amp;w=528&amp;zc=1&amp;a=c" alt="LOL: le fantasie d'amore liberate si trasformano in lavoro" /><p>&nbsp;</p>
<p>La sezione Desire – Desiderio – dell’ultima edizione di Transmediale, Festival di arte e cultura digitale tenutosi a Berlino lo scorso febbraio, ha indagato la <strong>mediazione digitale del desiderio sessuale</strong>, con un occhio particolare alla sessualità femminile. L’interpretazione del desiderio sessuale e la mediazione digitale portano a pensare in una visione comune e quasi intuitivamente, a siti commerciali pornografici come youporn, che godono di un tipo di fruizione molto più maschile che femminile.</p>
<p>Al Transmediale 2013 uno dei progetti che meglio interpreta l’equazione interpretazione del desiderio sessuale e mediazione digitale è “LOL”,<strong>“Labourers of love”</strong>, che altro non è che un servizio online di<strong>outsourcing fantasies</strong> (fantasie liberate). Una modalità che nell’esito sembra essere più adatta alla forma del desiderio sessuale femminile. LOL, è un progetto di Stephanie Rothemberg, un’antropologa di visual studies, e di un suo collega, Jeff Crouse, entrambi newyorchesi, e prende la forma di <strong>un servizio internet che usa lavoratori anonimi per soddisfare le fantasie dei clienti attraverso la realizzazione di video</strong>.</p>
<p>Continua qui&#8230; http://27esimaora.corriere.it/articolo/le-fantasie-femminili-liberatein-un-laboratorio-damore/</p>
<p>Link al progetto (su Corriere.it non c&#8217;è):  http://laborersoflove.com/</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le svaporelle. L&#8217;invettiva contro le SETTE sigarette elettroniche</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 15:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga Mascolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[BANANA LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[week end]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[legnago]]></category>
		<category><![CDATA[sigarette elettroniche]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;origine del nome &#160; C’è stato un tempo, nel lontano tempo del liceo, che in quel linguaggio di ragazzini di una certa zona nella provincia di Verona, cioè in quella particolare enclave linguistica che contraddistingueva una parte del mondo chiamata Legnago centro, si diceva “svapora” per sigaretta – non erano in tutti a dirlo, erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="528" height="357" src="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/themes/bigfeature-wordpress-theme/bigfeature/library/timthumb/timthumb.php?src=/wp-content/uploads/2013/03/Schermata-2013-03-02-a-16.41.53.png&amp;w=528&amp;zc=1&amp;a=c" alt="Le svaporelle. L'invettiva contro le SETTE sigarette elettroniche" /><p><strong>L&#8217;origine del nome</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>C’è stato un tempo</strong>, nel lontano tempo del liceo, che in quel linguaggio di ragazzini di una certa zona nella provincia di Verona, cioè in quella particolare enclave linguistica che contraddistingueva una parte del mondo chiamata Legnago centro, si diceva <strong>“svapora” per sigaretta</strong> – non erano in tutti a dirlo, erano solo i più cool, i mediamente istruiti (mai nessuno proferì quella parola al di fuori delle cerchie liceali).</p>
<p><strong>Ricordo</strong> allo stesso modo e con eguale affetto, che l’enclave della vicina Montagnana (bassa padovana, con una muratura medievale interamente conservata) si prendeva gioco di noi legnaghesi per via della<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antifrasi"> tendenza all’antifras</a>i. Ovvero, dire sempre il contrario di quello che è. “Sei molto femminile” – per dire “sei un uomo” (ovviamente questa tendenza generava incidenti diplomatici ma aumentava tantissimo, se elegantemente utilizzato, il fascino con i padovani).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Io personalmente,</strong> bollata al tempo da quelle stesse cerchie di iniziati come “tipa strana”, mai ho fatto uso di tale espressione idiomatica per definire sigaretta. Io dicevo no ai neologismi, preferivo il vintage e il desueto. Raggiunsi livelli altissimi quando cominciai a definire il mio ragazzo “il ragazzetto” – della mia stessa età – o cominciai a dire che stavo “di decenza”. Sì: ero veramente un’idiota, ma ci stava gente messa peggio: all’università la mia compagna di banco, Franca Franzonini, mi chiedeva se avevo un <em>cachet</em> quando aveva le mestruazioni, e parlava di Albione quando si discuteva di Britpop. (I forestierismi, se necessari, non erano assolutamente vietati)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non parliamo di me, cioè non parliamone troppo, parliamo di lei. No, no.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Parliamo invece della felice e lungimirante intuizione di quella cerchia illuminata di ragazzini che individuò, nel vapore, il futuro delle sigarette: l</strong><strong>e svapò. Le sigarette elettroniche.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>L’invettiva (della forma)</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Primo. Questi negozi di sigarette elettroniche, situati in zone centralissime di tutte le città in cui l’affitto dei locali è altissimo, sono chiaramente comprati o messi su con del denaro riciclato. Come dimostrarlo? Non so. Forse ho torto, ma io l’ho sempre pensato (e nel bene o nel male questo lo penso più o meno anche di franchising dei ristoranti/pizzerie, a eccezion fatta per Mc). Sono una tipa cospirazionista?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un mio amico, per esempio, voleva far parte del franchising: ha mandato email, ha telefonato, e non ha ricevuto risposta. <em>Questo non dimostra niente</em>. Ok, ok, ma mi ha seminato il dubbio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma va bene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo. Se comprate le sigarette sui vari siti, invece di spendere 120 euro, ne spendete molti meno. Non dico per la ricarica, eh, ma dico per le sigarette in sé. Poi le ricariche anche io le comprerei in un negozio autorizzato di denaro riciclato. O volete fare parte della loro comunità di pratica?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’invettiva (della sostanza)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Io mi aspettavo, come da copione, una serie di articoli, da <em>Vice</em> a <em>Deboscio</em> a ecc, di invettiva e di presa per il culo di queste sigarette elettroniche. Come è giusto che sia, ché è roba da sfigati. Mi aspettavo articoli su “Le sette cose che non potete  più fare senza sigarette vere” , “I sette film che non potete più vedere senza le sigarette “, “I sette dischi che non hanno più senso da quando ci sono le sigarette elettroniche” “I sette caffè che non ho più potuto bere” “Le sette effettive ultime sigarette che Zeno Cosini si sarebbe potuto fumare”, “Le sette posizioni di sesso tantrico che non posso più accettare da quando fumo le svaporelle” “ le sette pause sigarette che ho potuto non evitare grazie alle svaporelle” , “Sette luoghi pubblici in in cui potete fumare svaporelle”. Credo sia chiaro il concetto.</p>
<p>E invece. Io. Credo. Che. Tutti. Gli.Scrittori. Adibiti. I. Creativi.Per.Intenderci. Si. Siano.Fumati. le. Svaporelle e quindinonnepossanoparlaremale.Essendo.che.si.tratta.anche.di.una.comunità.di.pratica (come gli alcolisti anonimi, per intenderci).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Le notizie</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giustamente mi segnalano che in Usa i ragazzi si fanno lo spinello con la svaporella. (<a href="http://www.fanpage.it/negli-stati-uniti-spopola-lo-spinello-elettronico/">le canne, le canne: ecco</a>).</p>
<p><em><strong> La confessione</strong></em></p>
<p>Poi devo confessarvi un’altra cosa: se qualcuno avesse voluto farmi uno screzio, mentre gestivo le operazioni elettorali lo scorso weekend, altro non avrebbe dovuto fare che entrare in cabina con una sigaretta elettronica.  Non avrei saputo come comportarmi. Come dire: è vietato? Avrei detto “ho sentito che ci sono macchine fotografiche dentro quelle cose”, avrei detto per la prima volta “ehi, guarda che io sono una giornalista. Sono informata sui fatti, quelle cose sono fatte per i voti di scambio”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>L’assurdo</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è sempre un assurdo, in ogni situazione, almeno uno. Conoscendomi, dovreste sapere che sono queste le storie che preferisco (beh, oltre alle 7 effettive sigarette di Zeno Cosini).</p>
<p>C’è gente che non fumava, ma che ha cominciato a fumare le svaporelle, per poi chiedersi: “ehi, ma io perché non ho mai fumato sigarette?” e quindi per passare a fumare sigarette vere. Ve lo giuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ps. se qualcuno dei 7 articoli vi ha convinto, mi fate sapere quale? ne scriverò almeno uno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>The midnight cake (o di un romantico)</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 22:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga Mascolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[FIN'AMOR]]></category>

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		<description><![CDATA[Se fossi andata e la torta non ci fosse stata, lei avrebbe riso come ridono i personaggi femminili di Svevo, e io non lo avrei tollerato. Quella fragorosa e spiazzante e generosa ma allo stesso tempo leggera e benevola storpiatrice di nomi di persona. Alla quale altro non avrei saputo rispondere che con ma comunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se fossi andata e la torta non ci fosse stata, lei avrebbe riso come ridono i personaggi femminili di Svevo, e io non lo avrei tollerato. Quella fragorosa e spiazzante e generosa ma allo stesso tempo leggera e benevola storpiatrice di nomi di persona.</p>
<p>Alla quale altro non avrei saputo rispondere che con <em>ma comunque il &#8220;tè&#8221; ha l&#8217;accento grave</em>.</p>
<p><strong>Sai cosa?</strong> Se avessi un mio mezzo, un motorino o una cazzata, verrei. Ma coi mezzi pubblici, non mi sembra una cosa da farsi coi mezzi pubblici. Se si va per una torta, e la torta non c&#8217;è, si deve fuggire, fuggire. In bici. Con le lacrime che il vento si porta via come in una metropoli degli anni &#8217;70. Ti pare che si possa darsela a gambe sui mezzi pubblici.</p>
<p>&#8220;C&#8217;è la vaniglia vera&#8221;</p>
<p>&#8220;no, non vengo&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow (Berlino)</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 00:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga Mascolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[SPLIT]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[dj a Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Marx]]></category>

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		<description><![CDATA[I should report that which I say I saw, But know not how to do ’t. &#160; (Macbeth) &#160; Invidio coloro che negano quanto hanno sempre atteso, perché riconoscono che intanto il tempo è passato e non è più quello che desiderano. E&#8217; lucida onestà, sicura consapevolezza. Dire a se stessi: &#8220;eh, quand&#8217;anche l&#8217;abbia ottenuto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>I should report that which I say I saw,</em></p>
<p><em>But know not how to do ’t.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Macbeth)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Invidio</strong> coloro che negano quanto hanno sempre atteso, perché riconoscono che intanto il tempo è passato e non è più quello che desiderano. E&#8217; lucida onestà, sicura consapevolezza. Dire a se stessi: &#8220;eh, quand&#8217;anche l&#8217;abbia ottenuto, ora ora come ora: <em>chissenefrega</em>, è andata, non è più tempo&#8221; Ripetersi: non è più quello che voglio non è più quello che voglio non è più quello che voglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><em>It is a tale</em></div>
<div><em>Told by an idiot, full of sound and fury,</em></div>
<div><em>Signifying nothing.</em></div>
<div></div>
<div>(la stessa)</div>
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<p>&#8230;</p>
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<p><strong>Di Berlino</strong>, città <em>meant to be the coolest in quest precis</em> momento storico della nostra Europa, per noi youngest under 30 ma anche quelli giovani dentro fino a data da definirsi, ne hanno già detto tutti,  la mia opinione non arricchirà il mondo. Ma chi viene qui a leggermi mi ama  &#8211; o mi odia, che va bene lo stesso, al fine dell&#8217;andare su di un blog per</p>
<p>- la prima parola che ho imparato in tedesco è <strong>welt</strong>, mondo.</p>
<p><a href="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/02/photo-14.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-877" title="photo (14)" src="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/02/photo-14-e1360284887572.jpg" alt="" width="640" height="478" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>- <strong>i locali</strong> sono i più belli e casuali che abbia mai visto, e parlo di quartieri come Neukoelln.</p>
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<p><a href="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/02/photo-18.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-886" title="photo (18)" src="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/02/photo-18.jpg" alt="" width="640" height="478" /></a></p>
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<p>- <strong>Ho visto il muro</strong>, ma soprattutto ho visto quello che sta di fronte al muro, cioè il tempo che passa.</p>
<p><a href="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/02/photo-16.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-885" title="photo (16)" src="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/02/photo-16-e1360285827745.jpg" alt="" width="640" height="478" /></a></p>
<p>- <strong>Sono entrata in un caffè perché avevo fame</strong>. Mi serviva la wifi, ho detto &#8220;mi può dire la password&#8221;. il barista mi ha risposto &#8220;karl1978&#8243;. Ho detto come si chiama la rete, si chiama come questo bar, ripete.  Come non sai come si chiama questo bar. Io faccio, beh, no. Dovrei? MI hanno chiesto di guardarmi attorno e di notare che è pieno effigie di qualcuno. Certo, Marx. (e intanto mi dico: sono in un bar che si chiama karl marx a Berlino est, mah). Io al barista dico di non sapere chi è Marx. Lo faccio per dispetto. Mi porta un uovo alla coque che è un uovo sodo. Prendo l&#8217;uovo e lo butto per terra, lo pesto e cerco di lasciare della tracce indelebili sul pavimento. Mi dice che fai. Io dico, niente, volevo rendere liquido questo ovatto sodo che doveva arrivarmi row. Mi dice oltre a non sapere Marx non sai che la solidificazione di un uovo è un processo irreversibile. <strong>No, no, no dico, non ne so niente</strong>.</p>
<p><strong>Devo leggere di più, devo studiare, acculturarmi.</strong> Per fortuna ci sono bar con la barba di Karl Marx a ricordarmelo. (che tu schiavo barista prendi 5 euro all&#8217;ora per non sapere fare un uovo e per non sapere leggere il Capitale ecc). Concludo: &#8220;this is not the best service I have ever experienced in my life&#8221;. Mi dicono, di rimando &#8220;you &#8216;re not the best customer. &#8220;. Io rispondo, cosciente del fastidio che la risposta genererà &#8220;I pay, if I&#8217;m not the best client, I&#8217;m at least your favourite IDEA&#8221;. Ed esco. (la verità è che appena ho ricevuto l&#8217;uovo sodo invece che alla coque ho detto questo non è quello che volevo stronzi, ciao) (la vera verità è che ho mangiato l&#8217;uovo sodo col cucchiaino, per farglielo pesare &#8211; loro non se ne sono accorti).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- <strong>Nessuno parla in inglese,</strong> a parte un po&#8217; quello del bar Marx. Non so se sono andata io nei posti meno turistici &#8211; e conoscendomi, può essere &#8211; ma ho avuto problemi a ordinare caffè. Una sera sono andata da un thai e ho preso una cosa a caso, per me e per il mio amico. <strong>Non accettano la carta di credito, mai.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- <strong>il Neue Museum</strong> è di sicuro uno dei 5 musei più belli che abbia mai visto, di sicuro per l&#8217;illuminazione, il rigore e il calore degli elementi disposti, ma anche la struttura. Poi a me piace Nefertiti. (tra i miei migliori mai visti vi metto il Museo Rodin di Parigi, il Marmottan che non so se esista ancora, il Museo di arte contemporanea di Dublino &#8211; quello con la stanza di Bacon ricreata &#8211;   e il Guggenheim di Bilbao)</p>
<p>- <strong>Amo i cassonetti che ritraggono band indie</strong>. Ma amo anche televisioni vicino ai cassonetti.</p>
<p><a href="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/02/photo-12.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-876" title="photo (12)" src="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/02/photo-12.jpg" alt="" width="640" height="478" /></a></p>
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<p>- <strong>A ballare sono andata allo Stattbad (wedding)</strong>, una piscina comunale fatta costruire nel 1907 da Hoffman &#8211; ora luogo in cui organizzano le serate, mostre, arte ecc &#8211; un complesso culturale. Era un evento legato alla Transmediale, CTM, e ho pagato 20 euro. C&#8217;erano due &#8220;situazioni&#8221;, la prima con un vocalist (0_o), la pista in quella che (fu) la piscina, che andava digradando verso la postazione del diggei. La seconda, in quello che era il bagno turco: dubstep, gente, sudore, corridoi stretti. Lì mi sono fermata.  mio set preferito quello di Half girl/half sick.</p>
<p>-<strong>Mi sono accorta che la mia vita fa piuttosto schifo.</strong> Me ne sono accorta di notte, rincasando. Ma va bene, perché è il &#8220;piuttosto&#8221; che dà quella connotazione di noia, di normalità, e al contempo di ottimismo. E per cui ho deciso che dovrei fregarmene di tutto dacché tutte le vite fanno schifo. Mi sono comprata un anello per ricordamelo ogni qualvolta mi assalga la disperazione unita al fervore giovanile. Quell&#8217;anello mi darà la forza, e mi permetterà anche di inventarmi storie.</p>
<p><em>There would have been a time for such a word. Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow.</em></p>
<p>(sempre quello, ma non c&#8217;è una precisa correlazione, leggevo Macbeth in quei giorni)</p>
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		<title>Io fisso i soffitti (quand&#8217;anche Adele chases pavements)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 00:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga Mascolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[FIN'AMOR]]></category>
		<category><![CDATA[bruxelles]]></category>
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		<description><![CDATA[Bruxelles è una città che è come un aeroporto. E’ sporca, è istituzionale, è  suddivisa in partenze e in arrivi, e sale da attesa. E’ di passaggio.  A me piace per Horta, per il palais de la musique, per la patina anni novanta, per le sedie della metropolitana, un po’ per il cioccolato, molto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/01/photo-11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-864" title="photo (11)" src="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/01/photo-11.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a></p>
<p>Bruxelles è una città che è come un aeroporto. E’ sporca, è istituzionale, è  suddivisa in partenze e in arrivi, e sale da attesa. E’ di passaggio.  A me piace per Horta, per il palais de la musique, per la patina anni novanta, per le sedie della metropolitana, un po’ per il cioccolato, molto per I simbolisti. E’ una città in cui ho deciso di non voler parlare in francese, ma in cui ho dovuto parlare in francese perché hanno cercato di fregarmi sul nurofen. Mi hanno detto che per l’ibuprofen serve la ricetta  &#8211; quindi il Belgio è un posto in cui per l’ibubropfene ci vuole la ricetta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’intervista</strong></p>
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<p>Ho richiesto un’intervista a una persona di Facebook. Sono stata contattata dall’ufficio stampa italiano, dall’ufficio stampa inglese, più e più volte. La staff editor è stata contattata pù volte. La staff editor ha forse voluto uccidermi. Dopo aver specificato il motivo dell’intervista mi è stato chiesto quale sarebbe stato il taglio dell’intervista. Il mio profilo LInkedin è stato visionato più volte dagli uomini di facebook.</p>
<p>Sono stata schedata. Mi hanno fermato per strada e mi hanno chiesto se ero Olga. Io ho detto sì. Ho detto sì come si dice l’ultima volta prima di morire sparati.</p>
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<p><strong>Gli innamoramenti</strong></p>
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<p>A un certo punto, durante la conferenza sulla privacy e startup, una persona si è alzata ed è intervenuta.  Io stavo mangiando dell’ottimo cioccolato al latte. Era un uomo, un francese dall’accento americano, ma che ce l’ha detto che era francese – perché è comunque un dettaglio importante. Ha detto che di fatto niente esiste per proteggere l’IP. L’ho ritenuta una cosa intelligente, per le mie ricerche, vera, e così dopo la conferenza gli ho chiesto “ma tu, chi sei?”. Proprio così, sono andata da lui e gli ho detto: “who are you”</p>
<p>Mi ha detto di essere una persona orribile, di fare un lavoro scomodo quanto utile. Forse lo era, ma era intelligente e così siamo andati a cena – hey, mi ha detto di essere sposato, non è una di quelle storie che finisce con.</p>
<p>Gli ho chiesto se vota in Francia. Mi ha detto di no.</p>
<p>Gli ho chiesto se vota in Belgio. Mi ha risposto che le persone candidate alle circoscrizioni cittadine o regionali avevano voti molto bassi quando andavano a scuola. A me è venuto in mente di quell’uomo delle informazioni, sordomuto. Un uomo delle informazioni, sordomuto.</p>
<p>Mi ha detto di aver smesso di fumare, io gli ho parlato delle sigarette elettroniche, e dell’assurda diffusione capllare del tutto italica. Abbiamo stabilito, di comune accordo, che nel momento in cui avesse ricominciato a fumare, mi avrebbe richiamato. Cioè, io gli ho detto che doveva chiamarmi quando ricominciava a fumare, gli ho detto nessuno smette sul serio, ricomincerai. E lui ha capito che un giorno ci rivedremo ecc. E io ho pensato che gli uomini sono proprio così. Un giorno decidono di sposarsi, di avere figli, e quindi smettono di fumare. Un altro giorno impazziscono, si vedono belli e potenti e ricominciano a fumare, divorziano, e di solito vanno a correre.</p>
<p>Quella cena è stata la mia prima volta a Bruxelles. Una volta che fosse mia, che non avesse il confine di un non luogo come una conferenza, che non avesse come motivo un motivo non mio. Ho percorso spazi a cui ho dato personalità, un’identità. Ho posseduto un ricordo. E allora mi è parso che anche Bruxelles potesse essere una città reale. Accogliere vite sedentarie, in cui  fissare i soffitti.</p>
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<p><a href="http://seigradi.corriere.it/2013/01/28/che-fine-fanno-i-nostri-dati-su-facebook-tutte-le-risposte-dei-manager-europei-di-zuckerberg/">(L&#8217;intervista)</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gizsMU_9gy0">(La canzone)</a></p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Sono stata in un documentario di MTV</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 23:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga Mascolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[BANANA LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[20 anni]]></category>
		<category><![CDATA[html]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno mi è capitato di vivere uno di quei documentari di MTV sulla generazione 20 anni. Un lui e una lei, che erano stati chiamati a recitare (a gratis) per un video, per cui non mi è chiaro chi ne beneficerà, se la comunità tutta o uno o due di quei quarantenni che nemmeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;altro giorno mi è capitato di vivere uno di quei documentari di MTV sulla generazione 20 anni.</strong></p>
<p>Un lui e una lei, che erano stati chiamati a recitare (a gratis) per un video, per cui non mi è chiaro chi ne beneficerà, se la comunità tutta o uno o due di quei quarantenni che nemmeno saprebbero lavorare da macdonald se dovessero farlo in HTML  &#8211; <em>e sì, io saprei fare gli ordini in html, e potrebbe essere il mio prossimo destino.</em></p>
<p><a href="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/01/vasetto.png"><img class="alignnone size-full wp-image-852" title="vasetto" src="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/01/vasetto.png" alt="" width="225" height="225" /></a></p>
<p>Non dirò che mi è venuta la tristezza, la tristezza non viene mai a chi osserva il mondo &#8211; e a questo proposito, meglio sarebbe stato se il mondo l&#8217;avessi visto attraverso  la lente di instagram o di una gelatina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La distanza</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Hanno vent&#8217;anni, e io ne ho ventotto, che sono solo 8 di più. Li abbiamo portati a girare il video e non voglio cominciare a dire come ero io a 21, o come ero io a 18 anni.</p>
<p>Tutto sommato a 21 anni studiavo a Parigi e a 18 leggevo Goethe, quindi in me e sopra di me c&#8217;era il <strong>radical chic</strong>. Amico fidato dell&#8217;antipolitica, quella estetica, e del kitsch, a ben vedere.</p>
<p><em>mah.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Loro a 21 anni entrambi lavorano ed entrambi coltivano i loro sogni di ragazzi, che non sono i miei. E i miei non me li ricordo, credo di avere piuttosto dei punti fissi.</p>
<p>Non sognano di cambiare il mondo, ma sognano di cavalcarlo, diventando famosi.</p>
<p><em>Famosi, famosi, famosi.</em></p>
<p>Lei è carina, ossessionata dall&#8217;immagine, ma tutto sommato una lavoratrice. Lavora in uno show-room, sì. Ha una peculiarità, ha fatto un reality, horse factor, sui cavalli, a 18 anni.</p>
<p>Le ho chiesto: &#8220;ma tu, nel tuo cv, ce lo metti che hai fatto un reality?&#8221;</p>
<p>E lei mi ha detto che <strong>in linea di massima non lo mette</strong>, che in certi contesti non va, ma che forse in alcuni andrebbe.</p>
<p>Tutto sommato anche io ho fatto le mie cazzate a 18 anni, che non metterei sul mio cv, penso. Le ho chiesto se durante il reality si è innamorata. Mi ha detto di sì. Le ho chiesto se ha limonato. Mi ha detto che tutti hanno limonato. Quindi hai limonato anche tu?<strong> sì.</strong></p>
<p><em><strong>Il paletto fisso, il limonage, collante fra generazioni.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mi ha detto che è rimasta delusa in amore</strong>. E che ha cominciato a scrivere. Io le ho detto che non c&#8217;è inizio peggiore, ma così, per fare la saputa. <em>In verità che ne so io</em>. Le ho chiesto se scrive su di un quaderno o su di un blog. Mi ha risposto che scrive al cellulare o sull&#8217;ipod, prima di andare a letto. Le ho detto &#8220;ma come fai ad avere una visione di insieme?&#8221;</p>
<p><strong>Non importa.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lui è carino, ha una faccia pulita, gli occhi verdi e 20 anni. <strong>E&#8217; ancora glabro, magro e alto.</strong> E&#8217; un rapper. No, non lo so il suo AKA. Canta. E nel contempo fa il venditore di tablet.</p>
<p>Ma fa il venditore con la peggiore solerzia del mondo. E&#8217; in giro e assolda venditori, chiedendo &#8220;Scusa, cerchi lavoro?&#8221;; nel contempo coltiva i suoi sogni artistici &#8211; che non ho ben chiaro se siano sogni artistici o solo <em>vanitas vanitatum</em>. Più la seconda.</p>
<p>Gli ho chiesto se vuole andare a Xfactor, mi ha detto che no, vuole andare ad <em>Amici</em>. Gli ho chiesto di cantare, ha cantato. Abbiamo fatto un&#8217;intervista finta video. Gli ho chiesto com&#8217;è la sua donna ideale, mi ha detto che è bionda alta &#8220;e con reggiseno&#8221;. Gli ho chiesto se la sua ex è bionda, no, non lo è.</p>
<p>Io ho cantato una canzone e mi ha detto &#8220;hey ma anche tu dovresti cantare&#8221; e <strong>io: no.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A pensarci non so se ho visto in loro la fine e l&#8217;inizio del mondo, ma credo di averle viste entrambe: la fine perché sono figli di tutta quella cultura dominante. L&#8217;inizio perché tutto sommato non sono mica scemi, anzi, sono molto svegli, e fanno tutto. Vendono, lavorano al bar, e chissà che altro.</p>
<p><em>E soprattutto in loro ho visto l&#8217;inizio perché ho capito che mi daranno una pensione. Ce la faranno, a cavalcare il mondo, loro, e a pagare i contributi per farmi invecchiare. Siamo salvi.</em></p>
<p><strong>the past</strong></p>
<p>Mi era capitata una cosa, nel senso di e<em>mozione</em> del genere quando ero all&#8217;università. Un ragazzino mi aveva chiamato perché gli scrivessi il tema della maturità. Aveva un sacco di soldi ed era un figlio di papà incredibile. E&#8217; venuto a casa mia di studente con una macchina costosissima, e mi ha detto che non aveva voglia di studiare per il tema, se glielo scrivevo.</p>
<p>Io gli ho detto che non potevo, che era illegale.</p>
<p>mi ha detto che pagava. <strong>Io: no.</strong></p>
<p>&#8220;vabbè scrivimi almeno i temi di preparazione alla maturità&#8221;</p>
<p>&#8220;no&#8221;</p>
<p>Mi ha detto: &#8220;perché?&#8221;</p>
<p>io: &#8220;Perché tu lo devi sapere chi era Manzoni&#8221;</p>
<p>lui: &#8220;ma io ti pago,  a te che cosa te ne frega&#8221;</p>
<p>io: &#8220;me ne frega, se tu non sai chi è Manzoni, non potrai capire quello che io scriverò quando diventerò una grande giornalista, o quando vincerò il Nobel per la letteratura. Mi dispiace perché mi costringerai a rendere le cose più semplici, e quindi a ridurre, ridurre, ridurre. Sarà uno sforzo prima di tutto per me. Questo lo dice Leopardi. Lo sai?&#8221;</p>
<p>lui: &#8221; No&#8221;</p>
<p>io: &#8220;e vabbè&#8221;</p>
<p>lui:&#8221; dai su, non c&#8217;è niente che io non posso comprare, dimmi un prezzo&#8221;</p>
<p>io: &#8220;ti dico di no&#8221;</p>
<p>lui: &#8220;Lo so perché. E&#8217; perché tu sei una di quelle a cui dà fastidio che ci siano quelli che nella vita comprano tutto e pagano per tutto. E pensi: io ho fatto fatica, io ho studiato e questo ha tutto facile&#8221;</p>
<p>io: &#8221; No, non è per quello. A me non me ne frega niente degli altri, io agisco secondo mia coscienza  e non ti scrivo i temi. I temi te li scrivi tu, poi io mi annoio.&#8221;</p>
<p><strong>E l&#8217;emozione è una sensazione di impotenza, di guasto, di distanza. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RETTIFICA:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/01/Screen-Shot-2013-01-21-at-23.32.38.png"><img class="alignnone size-full wp-image-858" title="Screen Shot 2013-01-21 at 23.32.38" src="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/uploads/2013/01/Screen-Shot-2013-01-21-at-23.32.38.png" alt="" width="451" height="138" /></a></p>
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		<title>Lista delle cose che potete fare con un po&#8217; di grasso (in previsione del Natale)</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2012 00:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga Mascolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[FIN'AMOR]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[grasso]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gemma Mascolo &#160; Non so voi ma io ho deciso di farmi delle foto ricordo della mia forma fisica perfetta prima che il natale se e la porti via. E&#8217; stata ottenuta con sforzi, digiuni, fatiche, pianti, somatizzazioni del dolore, attacchi di panico, zuppe, diete… Molto presto sarà Natale e perderemo tutto quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="528" height="329" src="http://www.bananetouringclub.com/wp-content/themes/bigfeature-wordpress-theme/bigfeature/library/timthumb/timthumb.php?src=/wp-content/uploads/2012/12/fat_2260264b.jpeg&amp;w=528&amp;zc=1&amp;a=c" alt="Lista delle cose che potete fare con un po' di grasso (in previsione del Natale)" /><p><strong>di Gemma Mascolo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non so voi ma io ho deciso di farmi delle foto ricordo della mia forma fisica perfetta prima che il natale se e la porti via. E&#8217; stata ottenuta con sforzi, digiuni, fatiche, pianti, somatizzazioni del dolore, attacchi di panico, zuppe, diete…</p>
<p>Molto presto sarà Natale e perderemo tutto quello che abbiamo faticato durante l&#8217;estate.</p>
<p>Guadagneremo trippa, cosciotti di pollo, fianchi bombati.</p>
<p>Così è bene stilare una lista delle <strong>cose che possiamo fare grazie al riconquistato sovrappeso:</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>- mangiare</p>
<p>- tuffo a bomba</p>
<p>-mettere il piumino senza paranoie di sembrare gonfi</p>
<p>-sumo</p>
<p>-non fare footing (che tanto chi ci crede)</p>
<p>-decidere il programma in tivù (e poi sedersi sul telecomando)</p>
<p>-ballare come una negra in discoteca (ok, come una ragazza di colore, quel che volete)</p>
<p>- non pedalare sul pedalò &#8211; se arrivate all&#8217;estate</p>
<p>- farsi fare la mano morta sul tram, e con inaudito piacere</p>
<p>- essere erotici &#8211; dai non s&#8217;è mai visto un magro fare l&#8217;erotico</p>
<p>- far parte di un coro gospel</p>
<p>- nelle discussioni mettere il culo in faccia a qualcuno per concludere e avere ragione</p>
<p>- attaccare briga con tutte le secche della discoteca</p>
<p>-cagare fuori dalla tazza (questo se il culo è molto, ma molto grosso) e l&#8217;autore di questa è Gianluca De Angelis</p>
<p>- avere più spazio nel pogo</p>
<p>- nascondere (a se stessi) una gravidanza e quindi partecipare a quel programma sui parti a sorpresa</p>
<p>-posare per Botero</p>
<p>-invecchiare bene nei mesi invernali</p>
<p>- se siete molto alte le modelle</p>
<p>- provare quella gioia ed euforia del dimagrimento</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello che non potrete fare:</p>
<p>- le intellettuali (eh mi spiace ma sono tutte secche)</p>
<p>MA</p>
<p>potete farvi</p>
<p>-tutti gli intellettuali che volete, anzi</p>
<p>PERO&#8217; SAPPIATE CHE</p>
<p>- non riuscirete mai a togliere a una secca il suo compagno intellettuale</p>
<p>PERO&#8217;</p>
<p>- fortunatamente il mondo è pieno di intellettuali che fanno il meccanico o l&#8217;idraulico e hanno tutti AL MASSIMO 30 anni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cosa vale anche per gli uomini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se siete grassi NON potete fare gli intellettuali,</p>
<p>MA</p>
<p>Potete farvi tutte le intellettuali che vorrete</p>
<p>E NO</p>
<p>non riuscirete a portare via a un uomo intellettuale secco la sua intellettuale secca</p>
<p>MA</p>
<p>Il mondo è pieno di cameriere dal culo grosso che dopo la mezzanotte, quando staccano, parlano esclusivamente di Hegel fino alle 6 del mattino, ma se hanno 30 anni sono già marce.</p>
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