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Il guaio dell'Erasmo che non ci sarà più è che se lo potranno permettere solo i ricchi (il mio racconto da Bar)

Il guaio dell’Erasmo che non ci sarà più è che se lo potranno permettere solo i ricchi (il mio racconto da Bar)

ottobre 6, 2012  |  PAROLE URGENTI, SPLIT  | 

Il guaio dell’erasmo che non ci sarà più è  che come al solito potranno permetterselo le persone più ricche.

Non credo proprio che le università impediranno gli scambi, piuttosto taglieranno i fondi, quindi è scorretto dire “Addio Erasmus”. I più ricchi sicuramente potranno beneficiare dell’opportunità di scambio.

Ebbasta.

 

 

L’Erasmus è sempre stata una cosa da ricchi, comunque. Inizialmente la borsa era di 200 euro, più aggiunte per studenti indigenti, che provenivano dalle casse italiane. Poi i fondi sono finiti, perché ci sono stati i tagli alle università.

(Non ricordo bene chi, cosa e perché, ma sono sicura che qualcuno dei miei amici ASU lo potrà mettere tra i commenti)

In ogni caso io sono stata a Parigi. Non sono ricca di famiglia, diciamo normale. L’erasmus ha un costo, soprattutto a Parigi, ma Parigi rimborsava dai 100 ai 200 euro per l’affitto, più 200 euro al mese, più qualcosina… alla fine ce la si faceva.

Parigi, nonostante sia una città molto cara (in realtà niente in confronto a Londra), offre una vita facile ai suoi studenti: tessere e gratuità per la cultura, musei talvolta gratis per gli studenti di lettere e storia dell’arte (cosa che ho esperito  solo nella civilissima Torino, il Museo Egizio). Mensa universitaria per poco più  di 3 euro – Padova era 6 euro, che so? Una follia. Insomma sì, peccato per i 200 euro, ma a volerlo puntare, il dito, questo andrebbe contro l’assegnazione delle borse di studio   che non sono a beneficio dei giusti, o almeno alla totalità delle persone idonee, poiché il livello di evasione è altissimo.

Scontrini e ricevute che non vengono rilasciati, ricchi e abbienti coltivatori o industriali che dichiarano un decimo di quello che hanno e hanno il coraggio di chiedere la borsa di studio per i figli che guidano una mercedes.

Il mio erasmo

Quanto allo specifico, l’erasmo, per me, sono stati i 9 mesi più belli della mia vita. Poche cose si vivono con così tanta spensieratezza, curiosità, voglia di condividere idee, culture, aspirazioni e baguette. Ho studiato lettere, e le discussioni politico-culturali parigine  di confronto coi miei coetanei avevano la vivida speranza, e talvolta anche la forza di poter cambiare il mondo. Irrinunciabile momento nella mia formazione.

Per non parlare del confronto tra i sindacati italiani e quelli francesi, lo sciopero francese e quello italiano: ve lo ricordate il Contrat de première embauche? Considerazioni sulla civiltà e l’eguaglianza sociale: sarei in grado di scrivere e pretendere questa eguaglianza sostanziale se non fossi stata in Francia? Non credo.

Eppoi, diciamocelo: leggersi Flaubert, la Duras, e Queneau in lingua originale è qualcosa che, fra tutto, mi resta come eredità dei sensi, piacere estetico, vezzo culturale. Insieme al beurre salé e l’odore di burro nel metrò.

 

Cose che vanno di moda

maggio 14, 2011  |  BANANA LIFESTYLE  | 

Vi ricordate la poesia di Ungaretti, sui fiumi? Ogni fiume è un pezzo di vita.

Così io farò allo stesso modo, coinvolgendo meno acqua, ma imbarcando più il senso del ridicolo dei contesti urbani che ho vissuto (immaginate un tono coatto).

Cose che vanno di moda a Milano:

-          Il bloody Mary o il vin rouge o il Pastis (sì in alcuni posti sì!)

-          Avere 40 anni

-          Usare aggettivi e avverbi importanti (tipo: vituperato)

-          “sei stato lì?” sì “Sei stato qui?” sì “Sei mai stato a mangiare…” sì “Sei mai stato là?” sì, e tu hai mai provato questo? “no…” fregato!!

-          Le palestre per finti poveri

-          Avere sempre un problema: se hai un figlio, se non ce l’hai, se hai l’amante, se sei single, sei sei sposato. L’importante è essere stressati, infelici, piangere.

-          Cupcake e cake design (meglio se homemade) e i corsi di cucina

Cose che vanno di moda a Padova

-Spritz al Cynar o Long Island

-essere disoccupati  (e questo è cinismo)

- parlare continuamente di sesso senza mai farlo (meglio se si cita della bibliografia)

- la fitness first

- far chiudere i locali

-parlare degli extracomunitari al bar

-fare stalking (la disoccupazione… tempo libero)

Cose che vanno di moda a Londra

-          Mojito e Martini meglio se organic

-          I cupcakes: o bellissimi o almeno organic

-          Avere 40 anni sì, certo, in maniera organic

-          I siti per gli incontri

-          Incredibile: fare sesso dopo una serata in cui si è parlato di sesso

-          Brick Lane, lateralmente organic

A Parigi:

-          Birra o vino ma la birra è più per apero

-          Fare un dottorato

-          Avere una posizione forte su tutto

-          Il Ventesimo arrondissement

-          Il burro e la baguette, veri

-          Limonare duro e per ore, finché non ti saluti e vai a casa perché  si è troppo stanchi per fare sesso