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QUESITO DEL WEEKEND: COME SI FA COL MAL DI CAPO?

maggio 27, 2011  |  LEMON STORIES  | 

-Babuz, ho un problema di mal di capo perenne ogni qualvolta bevo anche un cucchiano d’alcol.

- un cucchiano?

-un cucchiaino.

 -Rozi, il segreto è bere mille cocktail, così non potrai dire di essere diventata ASTEMIA o INTOLLERANTE o cose del genere che siglerebbero una condanna a danno di te stessa e di chi ti è vicino, perché come credi di poter continuare a essere te stessa e concepire, in un determinato contesto sociale, frasi come “mi spiace ma non posso, poi mi viene mal di testa”? magari inclinando la testa, sbattendo le ciglia, facendo una faccia stupita e al contempo intollerante,con voce acuta… magari saresti pure magra eh, non dico,  però sicuramente stitica eh,  ma con la ballerina e col pantalone capri, possibilmente color bianco, giallo canarino o mela verde. In tal caso scusami, se è questo che vuoi,  mi vedrò costretto a eliminarti dai miei contatti FB e nel caso più grave,a  toglierti il saluto…

 Invece, se bevi tantissimo dovrai solo pensare: beh, che c’è di strano, a chi non viene mal di capo dopo mille cocktail?

-Sì Babuz, sei un uomo saggio. Non voglio avere dei pantaloni verde mela. Poi, se ci pensi, l’essere astemi è una cosa che si sono si sono inventati quelli della “Spuma” di San Vincenzo anni e anni fa. Ci sono stati in cui la parola “astemio” non esiste. Cioè, significa che non è nemmeno un fenomeno contemplato, che so, in Francia.

Senti, dici veramente che potrei essere magra se facessi tutte quelle scene? Se mediassimo per un capri Blu di Prussia e una voce da bambina ferita ma non viziata?

Dispersività

maggio 25, 2011  |  LEMON STORIES  | 

“Oh Stanley, sono così stressata dalle mille possibilità che la vita mi offre”

“Molto kirkegaardiana, Rozi. La cosa bella è che quando avrai scelto, sarà la noia”

AMOR DE LOHN (e la forza degli sms)

marzo 2, 2011  |  FIN'AMOR, LEMON STORIES  | 

“Babuz mi tradisci. Mi hai già sostituito nel tuo cuore, per nn parlare del resto”

“Non è vero, con chi ti tradirei? E’ una bugia”

“’Chi è a corto di bugie nn può salvarsi’ A. Merini”

“Chi é paranoico nemmeno. Babuz”

“Già ma ricordati Babuz che chi scrive ‘é’ con questo accento non può avere ragione, mai”

“Sto imparando lentamente. È già tanto che usi gli accenti, con questo telefono, e lo faccio solo per i tuoi sms”

“ah certo. Cmq credo di non riuscire più a reggerlo, fai qualcosa”

“Ok. So che il tuo lavoro di BWW’E (Best World Words’ Editor) ormai assorbe un gran quantitativo delle tue giornate, ma io non ce la faccio piu. un tempo mi amavi daverro e tralasciavi le mie lacune grammaticali. ora invece noti tuti i miei erorri di ortografia, e mi sento un pò maltrattato. E ora di metere le cose in chiarro. cosa ne penzi? eh rozi? dimi! RISPONDIMI! io triste.”

“Sei ridicolo Babuz. Tu mi tradisci e adesso ne fai una questione di italiano. Non l’avrei mai pensato: sei proprio un uomo”

“Sei ridicola Rozi. Io ti manco e ne fai una questione di tradimenti inesistenti e paranoie: Sei proprio una donna.”

La corrispondenza di amorosi sensi

febbraio 20, 2011  |  LEMON STORIES  | 

“Ah, Babuz, è proprio vero che agli uomini piacciono le lesbiche. Beh, certo, agli uomini eterosessuali. E’ risaputo che gli omo ripudiano le lesbiche come la guerra: in modo serio, motivato e costante”.

“Cosa stai dicendo?”

“Ma sì, no, la sai la storia di Sara Tommasi…giovane bocconiana in preda ai fumi dell’alcol…”

“Ah, sì”

“Senti io mi sono impietosita, poveretta. Per me impietosirsi significa compatire. Il compatimento porta alla solidarietà…”

“….sì….e…?”

“La mia solidarietà consiste nella sperimentazione…”

“Continuo a non seguirti”

“Ovvio che, non essendo più minorenne, non ho potuto provare proprio tutto, e inoltre non ho mai avuto il corpo di Ruby. A 17 anni io avevo 17 anni. Ah Babuz, ti ricordi come andavo vestita a 17 anni, te lo ricordi, no?”

“mmm… veramente non ci conoscevamo”

“certo sì, ma potrai immaginartelo, sarà come esserci stato.”

“Sì, diciamo. Beh, ma cos’è che hai fatto allora?”

“ Ieri sono andata in una discoteca etero e ho limonato fisso con una mia amica”

“ah, questa è una bella notizia. Ma non capisco il nesso con la sperimentazione.”

“Beh, guarda ti dico che sono partiti video, interventi, ci dicevano “quanto volete per stare con voi?” “voglio aggiungermi” “ma siete proprio quella cosa o lo fate per gioco” “Cos’è quella cosa?” “dai hai capito” “non ho capito: io la amo, cosa che voi uomini non sapete fare”- ovvio che poi abbiamo calcato la mano”

“certo”

“Vabbè, da un punto di vista meramente economico, diciamo che in via del tutto potenziale, ci sarebbero stati profitti sicuri. E questo, senza essere la strafica. Poi sai che di fondo gli uomini erano tutti più belli di Fede e Mora”

“sì”

“E, quindi, forte di questa esperienza, mi sono detta: perché il maschio medio dovrebbe disprezzare Silvio? Perché dovrebbe bastare la questione morale? Perché il maschio medio dovrebbe pensare che quelle top model siano le loro figlie minorenni e non, più semplicemente, delle donne?”

“certo sì”

“Quindi se l’ho provato partendo dal basso, dalla quotidianità, sarà pur vero no? Poi, come ogni buon processo scientifico questa cosa me la sono detta prima di fare l’esperimento. Cioè sono partita dall’ ipotesi. Te lo ricordi il metodo galileiano?”

“ sì sì”

“Quindi sì, per tornare al discorso madre, Babuz, lo sappiamo: Silvio lo votiamo perché ci fa evadere le tasse e perché ci condona. E poi, del resto, chissenefrega. Posso capire che sia un ragionamento populista, qualunquista e generalista. Banale e banalizzante. Ma semplice e provato, senza orpelli.”

“Senti ho capito, ma non puoi dirlo in giro.”

“Cosa?”

“che hai limonato con una donna. Certo capisco le tue ragioni…”

“Senti l’ho fatto per la scienza”

“Sì ma chi ti capirà?”

“Senti Babuz, ma tu, almeno, mi hai capito?”

“Si, Rozi. Amen”